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San Giorgio, frazione a soli 6 km da Cascia, è un piccolo borgo posto su un altipiano a 915 mt. di altezza. Un piccolo borgo ricco di storia, leggende e chiese. Gli abitanti qui si dedicano all’attività agricola. Numerosi i capi bovini e ovini allevati che sono la principale risorsa del luogo insieme alla lavorazione artigianale del ferro battuto e dell’alluminio, tutti antichi mestieri che continuano ancora oggi.

I monumenti più importanti di San Giorgio sono 3: la Chiesa principale che dà il nome al Paese, San Giorgio appunto, i resti del Castello e ... la natura con le sue bellezze. A San Giorgio fino al 1712 esistevano sei chiese. La chiesa di San Giorgio si trova al centro del borgo ed è in assoluto il luogo di maggior interesse. La Chiesa ospitava ben 5 altari, due dei quali sono stati tolti dopo il Concilio Vaticano 2°. L’altare maggiore è dedicato a S. Giorgio, completamente rifatto in marmo, mentre i due laterali sono gli originali.
La pavimentazione della chiesa fu realizzata in pietra. Il porticato esterno, anch’esso in pietra, è piuttosto imponente e massiccio con archi in stile gotico che sorreggono un tetto in legno. Sembra che proprio sotto questo portico nei tempi antichi si svolgesse il mercato qui a San Giorgio. Sulle pareti interne della chiesa è possibile ammirare una lunga serie di dipinti raffiguranti i Santi, realizzati da artisti del 1500 provenienti dalle regioni vicine oltre che dal borgo stesso. L’interno di San Giorgio ospita anche una croce in stile romanico (XIV sec.) composta da un’armatura lignea e da un rivestimento di rame argentato sbalzato, un reliquiario in stile gotico in rame dorato del XV sec., un’abside in rame dorato del XVI secolo e altri ornamenti sacri risalenti ai secoli dal XV al XVIII. Si possono inoltre ammirare due sculture in legno che rappresentano San Giorgio a cavallo mentre uccide il drago (XVI sec.) e una Madonna con bambino del XIV secolo.

Delle 5 chiese minori restano soltanto la Madonna del Carmine (1635), la Chiesa della Natività (o della Cargara) e la Chiesa della Madonna della Croce, un tempo ricche di affreschi quasi completamente distrutti poi dall’incuria. Altro monumento di rilievo sono i resti del castello medioevale voluto da Federico Barbarossa, allora Duca di Spoleto, nel XII secolo. Il castello, che sorgeva a circa un chilometro da San Giorgio era un posto di avvistamento, dotato di una torre che domina la Valle del Corno e fa parte di un sistema di avvistamento basato sulla contiguità visiva di una serie di torri poste in alto lungo le valli e in grado di comunicare tra loro velocemente informazioni fondamentali sul traffico di persone, merci e soldati lungo le vie di comunicazione principali che coincidevano naturalmente con le vallate. Le torri e il Castello di San Giorgio, come altri nella Valnerina, furono edificati in gran parte tra l’anno mille e il 1200 perché quello fu un periodo particolarmente denso di pericoli e di paura per le genti di questa zona. Scorribande di briganti ed aggressioni, saccheggi e razzie da parte di eserciti nemici al soldo di signori locali erano frequenti. Oggi del castello di San Giorgio restano la torre, il portone principale e parte del muro di cinta.

Il territorio circostante San Giorgio si caratterizza per la vicinanza di centri abitati di antica e importante tradizione storica, culturale e religiosa, come Cascia e Norcia, e per la grandiosità con la quale la natura si esprime nei rilievi montuosi. Le valli incise dai fiumi e le spettacolari prospettive sulle catene montuose coperte da boschi che si offrono ai visitatori sono una componente caratteristica di questa parte dell’Umbria che è nota come Valnerina. L’alta valle del Nera è uno spettacolo affascinante di magnifiche “scogliere” a picco sul letto del fiume. La caratteristica più evidente di questo territorio è forse la presenza ravvicinata di zone di abitate e soggette all’azione dell’uomo da millenni, fino circa ai mille metri di altezza, e zone di media e alta montagna. Nelle aree abitate il paesaggio è caratterizzato da campi e pascoli che interrompono i boschi su dolci pendii e vallicole. Nella media alta montagna dominano il bosco e i suoi abitanti e poi le praterie al di sopra dei 1600-1800 metri battute dai venti, dai lupi e dai rapaci. Nel territorio intorno a San Giorgio potete davvero godere della montagna in una delle sue grandiose espressioni. Siamo infatti in un territorio che gli Antichi chiamavano “la Montagna” per significarne la grandiosità. Parliamo di una zona che andava dal Gran Sasso-Monti della Laga ai Monti Sibillini al Terminillo.
 

Per quanto riguarda i centri più importanti bisogna ricordare che questi sono stati i luoghi dove nacquero e vissero Santa Rita da Cascia, San Benedetto e Santa Scolastica di Norcia. L’Umbria è stata una terra di vocazioni e di ricerca spirituale e per secoli ha dato origine e ispirazione al Francescanesimo, all’Ordine Benedettino, a un buon numero eremiti che qui si rifugiarono a pregare e di monaci che da qui partirono per predicare e fondare monasteri, abbazie, e comunità ma anche per lavorare la terra e produrre opere d’ingegno, mettere a punto tecniche di coltivazione e non solo, anche conoscenze di medicina, ingegneria, arti figurative. Nella zona intorno a San Giorgio i segni di questa presenza al contempo mistica e concreta sono rinvenibili oggi in moltissimi luoghi.

La Basilica di Santa Rita a Cascia ospita le spoglie mortali della Santa mentre a Roccaporena, luogo ove Santa Rita nacque intorno al 1381, potrete ammirare la grande pietra sulla quale sembra siano incise le orme delle ginocchia della Santa colta da estasi mentre pregava inginocchiata su quel masso posto in cima ad uno sperone di roccia che sovrasta il villaggio di Roccaporena in una posizione davvero incantevole. La Basilica con l’annesso Convento a Cascia e lo Scoglio di Santa Rita a Roccaporena sono luoghi non soltanto da vedere ma da assaporare nella loro intensa atmosfera spirituale, meglio se arricchiti da conoscenza quanto meno generale sulla storia della Santa e di questi luoghi da lei percorsi e trasformati poi in una manifestazione eterna della sua intensa vita interiore.


Che dire di Norcia? Una cittadina circondata dalle Mura tuttora abitate per gran parte nella circonferenza della città. All’interno delle mura pulsa il cuore della Piana di Santa Scolastica che oggi vive della bontà dei prodotti locali e della bellezza del Parco Nazionale dei Monti Sibillini del quale fa parte con il proprio territorio e con quella perla dell’Appennino che sono i Piani di Castelluccio di Norcia dove si coltiva la famosissima lenticchia proprio ai piedi del Redentore, la cima occidentale del massiccio del Vettore. Visitate Castelluccio intorno al 20 giugno e vi meraviglierete di fronte all’incredibile turbinio di colori della fioritura!


Norcia è legata alla tradizione di San Benedetto, ora et labora, come ricorda la statua del Santo posta al centro della Piazza principale. Sulla Piazza si affacciano i monumenti principali: la chiesa dei Santi Benedetto e Scolastica con l’annesso portico della pesa (dove venivano appunto pesate le merci durante gli scambi commerciali) e la sottostante chiesa antica, realizzata nel luogo dove nacquero i Santi gemelli; il Palazzo del Comune; l’antico Carcere della Castellina, oggi museo che ospita mostre durante tutto l’anno; appena discosta dalla piazza principale è la Chiesa di Santa Maria Argentea. Norcia è sede anche di un Teatro e di un Cinema. Presso Norcia in località Le Marcite si può notare uno dei segni della presenza dei Benedettini nella zona: una serie di canali che sfruttano le acque del torrente Sordo, affluente del Corno, consentono l’irrigazione di alcuni terreni sfruttando pendenze e condizioni microclimatiche che permettono di mantenere costante la temperatura dell’acqua e di rendere la terra particolarmente fertile, al punto da poter ottenere 3 raccolti l’anno (!) di ottimo foraggio, che da queste parti sono un risultato impossibile dati il clima, il terreno e l’altitudine.

Nei dintorni di Norcia poi vale la pena visitare luoghi incantati come Campi Vecchio con l’Area Faunistica del Capriolo, la bellissima S.Andrea dalla quale si gode una placida vista sulle colline in lontananza verso il tramonto, il Borgo abbandonato di Castelfranco, l’Abbazia di S. Eutizio, San Salvatore, tutte nella Valle del Campiano sulla strada (stretta in alcuni punti !) che da Norcia va verso Preci. E da Preci si torna a Norcia per una storia che origina sempre dai monaci ma che di spirituale ha ben poco: la lavorazione del maiale. Già, perché a Preci, molti secoli fa, grazie alla presenza dell’Ospedale presso l’Abbazia di S. Eutizio, sorse una “scuola” di medici, che non era proprio una scuola ma che era piuttosto una concentrazione di conoscenze mediche. Conoscenze trasmesse dai frati benedettini ai laici i quali poi progredirono per conto proprio studiando l’anatomia del maiale poiché è molto simile a quella umana per poter poi effettuare interventi chirurgici su pazienti umani. I medici di Preci erano così esperti e la loro fama così grande che vennero chiamati ad operare gli occhi della Regina di Inghilterra! La conoscenza approfondita dell’anatomia del maiale servì poi di base alla tradizionale lavorazione della carne di maiale per la quale Norcia è oggi famosissima. Strane strade percorre la conoscenza a volte!

Percorrendo fino in fondo la Piana di Santa Scolastica e dirigendosi poi verso Castel Santa Maria si raggiunge il luogo dove nel 1600, a seguito di una nevicata in pieno Agosto, sorse la chiesa della Madonna della Neve. Da Norcia si possono raggiungere i Piani di Castelluccio di Norcia, antico lago scomparso, e immergersi nei fatati Monti della Sibilla, le sorgenti del Nera, Forca Canapine e di lì la Valle del Tronto. Da Serravalle si può prendere invece per Visso, acerrima nemica dei Nursini nei secoli passati, e di lì entrare nel cuore del Parco Nazionale dei Sibillini. Vi aspettano il Lago di Fiastra, il Santuario di Macereto di fronte al fantastico massiccio granitico del Monte Bove, e Ussita, proprio sotto quel massiccio. Al bivio anziché svoltare per Visso si può e scendere verso la Piana di Spoleto per visitare la Splendida Città della Rocca, con il Duomo e innumerevoli altri monumenti sparsi nel centro storico oltre alla Pinacoteca e al Museo Archeologico. 
 

Su Spoleto si potrebbero spendere fiumi di parole per descriverne le bellezze e il patrimonio storico-artistico. Invece lasciamo alle guide questo compito e citiamo da ultimo soltanto il Ponte delle Torri, l’olio della Piana di Spoleto che si può comprare direttamente nei frantoi della zona e il Festival Internazionale del Teatro che si svolge a Spoleto in estate.

 


Assisi non è molto distante e vale certamente una visita e anche di più.

 





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